Un viaggio affascinante in un posto incredibile

Presentazione:

Andando a trovare Marco Bruno presso Spin electronics a Rivalta di Torino mi aspettavo di trovare tanta roba. E così è stato. Quello che però mi ha colpito di più è stato il grande entusiasmo di Marco nel portare avanti la sua attività. Come vedremo assieme in questa chiacchierata, il laboratorio di Rivalta non si occupa solo di riparazione ai massimi livelli di strumentazione elettronica, ma implementa progetti speciali su richiesta che spaziano dalla radio frequenza, alla generazione precisa di segnali di potenza, all'emissione di fasci elettronici per esaminare l'evoluzione dello stato di plasma. Le richieste di apparecchiature speciali arrivano da Università, ma anche da ditte del settore meccanico, per esempio, che devono testare la suscettibilità magnetica delle sfere presenti all'interno dei cuscinetti da loro prodotti, ma pure in ambito elettromedicale, per testare nuove soluzioni da applicare ai pacemaker. Ma non solo. Ho trovato un'ampia area adibita a magazzino di strumentazione di ritiro da stock surplus, per avere sempre a disposizione ricambi oramai non più in produzione. Una raccolta estesa di manualistica originale Hewlett Packard, Rohde & Schwarz, Tektronix, Fluke, .... , guide preziose su come riparare strumentazione così delicata e sofisticata. Non manca l'angolo, sarebbe meglio dire la parete, della strumentazione più che vintage, rarità tecnologiche che nel video verranno raccontate e descritte con dovizia di particolari. E molto altro ancora che non è stato possibile includere in un unico video. Vi aspetta un altro affascinante viaggio nel mondo dell'elettronica. Mettetevi comodi, il biglietto è già pagato. Mancano solo i popcorn. Buona Visione :)

Il testo di questa video esperienza:

Ben ritrovati, ci troviamo poi ci spiegherà Marco Bruno dove ci troviamo. Ciao Marco. Grazie dell'ospitalità. Difficile spiegare il posto dove siamo che ho in questo periodo la fortuna di capitare sempre in posti molto incredibili anche rispetto alle mie possibilità dove un po' il paese dei dei balocchi. Allora io chiederei a Marco no, poi conosceremo Marco. Intanto Marco non ha bisogno di essere Marco Bruno non ha bisogno di essere presentato perché a livello nazionale chi si occupa di elettronica ma non solo a livello nazionale sa chi è Marco Bruno. Ma magari ci sono delle persone anche che non non ti conoscono e quindi noi racconteremo la storia di questa persona speciale e se siete appassionati del mondo dell'elettronica secondo me eh fa bene conoscere una persona così. Marco ci vuoi dire tu dove dove ci troviamo cos'è qua? Allora ci troviamo nella sede della Spina Electronics a Rivalta di Torino. La Spina è una ditta che si occupa di strumentazione, di vendita, di riparazione, di taratura sia materiale nuovo che materiale ricondizionato e in più facciamo progetti ad hoc su richiesta del cliente sempre nel campo della strumentazione di misura o delle macchine di misura o di sistemi a microonde o di radar o di questo genere. Scusa scusa se ti interrompo perché prima abbiamo fatto una rassegna e mi hai fatto vedere per esempio un progetto al quale sta sta lavorando adesso e che intanto un progetto per una università Per un'università sì. che ha delle esigenze particolari cioè Sì questa questi signori devono sviluppare dei trasformatori particolari per frequenze e applicazioni particolari hanno bisogno di fare le prove dei trasformatori, perdite a vuoto e perdite a carico, perdite nel rame, perdite nel ferro e date le tensioni di lavoro, date le frequenze di lavoro, non esiste sul mercato una macchina specifica. di che tensioni e correnti? Di kilovolt e di kilowatt e di kilohertz. E quindi ampere di conseguenza, diciamo, no? Di conseguenza mi ha costruito dei generatori di di onda quadra, senza ovviamente dei ponti ad H che riescano a far passare corrente in questi trasformatori, in questo caso fino a 300 ampere RMS o tensione fino a 2 kilovolt RMS per vedere come si comporta il trasformatore. anche di 3 kilovolt, diciamo.

Eh, il picco è 3000, sì, più o meno 1500 sulle barre, quindi sì, sì, ci arrivano tutti. Ehm Sì, quindi pro progetti, diciamo eh non cose, diciamo, sì, anche cose semplici alle volte, ma anche dove ci sono delle caratteristiche molto importanti di corrente, di tensione. E dove non c'è il prodotto sul mercato e quindi lo studiamo e lo facciamo su misura. Quindi tu e Spina Electronics progettate apparecchiatura su misura con queste qualità. Ad esempio, l'anno scorso abbiamo fatto un lavoro che ci è piaciuto molto che è Allora, detto brevissimamente, a Padova esiste una struttura del CNR che si chiama Consorzio RFX che si occupa di fusione nucleare. Consorzio RFX sta facendo diverse attività, una di queste è una macchina di fusione, un Tokamak che viene utilizzato non per produrre energia, ma per studiare l'instabilità del plasma, che sono il problema principale nei Tokamak per Quindi il processo per arrivare alla fusione, diciamo. arrivare alla fusione. Per questo Tokamak che costruito i riflettometri, che sono delle specie di radar che imbandano un fascio a microonde verso il plasma e riportano più di 100.000 volte al secondo ehm posizione e densità dei plasmi dentro la fusione, in modo che analizzandola appunto a 100.000 fotogrammi al secondo si riesce a capire come il plasma evolve ehm e quindi capire la dinamica delle instabilità, che è lo scopo della cosa. capire proprio come funziona, per trovare le leggi che poi permettono di di gestire il plasma. Ma tu crei un modello 3D oppure No, no, è uh per carità, è il dato che esce il dato in uscita è una roba complicatissima, è un interferogramma, da cui poi via software si estraggono le informazioni. Noi ci limitiamo a swippare questo radar Eh, vi vi limitate limitiamo in tre bande Sì, si limita, sì. da 18 a 26, da 26 a 40, da 40 a 60 GHz con tre generatori che mandano qualche milliwatt di radiofrequenza verso il plasma e catturano l'eco. Ok, fantastico.

Quindi io ho capito metà di quello che stai raccontando, ma giusto per me dirvi il posto dove siamo, dopo magari farò anche una carrellata perché ci sono diversi locali e qui veramente è il paradiso paradiso dell'elettronica sia come strumentazione, ma anche di progetti atipici. Atipici, sì, esatto. Dove ci sono delle richieste stringenti e e vengono da te per chiederti di fare un'apparecchiatura Beh, ho fatto macchine per misure e caratterizzazione di materiali magnetici, per ditte che fanno cuscinetti a sfera. Ehm abbiamo fatto generatori di radiofrequenza specifici per il collaudo dei pacemaker. Insomma cose di questo genere. Chiaro? Eh, perché poi penso che ditte come la tua di alta specializzazione non ce ne sono siano poi così tante. non tante. Anche perché c'è sempre meno gente che mette le mani sulle cose a livello di componente e quindi anche per quello che concerne le riparazioni noi ripariamo non solo strumentazione da laboratorio, ma anche moltissimi amplificatori a radiofrequenza per compatibilità elettromagnetica e lì sei obbligato a scendere a livello di componente e la maggior parte delle volte non hai la documentazione del costruttore, quindi devi conoscere la materia, devi capire come muoverti e insomma ci va tanta esperienza. Beh, lì viene fuori l'esperienza perché è chiaro oggigiorno magari con le macchine di oggi è facile cambiare una scheda e la macchina è riparata però ci sono delle cose dove non è sufficiente cambiare la scheda. Cioè se vuoi progettare qualcosa di sana pianta Si diceva una volta che il buon il buon tecnico ripara la scheda, il tecnico ottimo capisce perché si è guastata. [risate]

E quello così così cambia la scheda. Io io io poi riesco a capire qual è la scheda e cambiarla ecco. L'ottimo è capire perché si è guastata. Allora ci sono diverse postazioni, questa è una quella dove si vede mio casino. Marco e si sta mettendo a posto un Una radio. Ricetrasmettitore solo radio? No, transceiver, un transceiver perché per siccome siccome il lavoro non basta per hobby ogni tanto riparo vecchie radio amatoriali, ma non chiedetemi di riparare radio per terzi perché è più difficile che non riparare strumenti. Addirittura. Sì. Sì. Sì. Forse perché sono costruite anche in maniera abbastanza compatta. consumer, perché i gli stampati vanno in briciole, perché la componentistica è di bassa qualità. È facile fare il guasto più grande di quello di quello che è. esatto, per cui lo faccio letteralmente per hobby. Ok. E qua ci sono anzi prima di parlare dei locali io vorrei capire come hai cominciato, perché una caratteristica che io ho notato delle persone che hanno questa manifestato questa predisposizione per qualcosa è che hanno cominciato da piccoli senza magari sapere bene cosa stavano facendo, come se avessero avuto quasi un istinto, no? Anche cose molto basilari, ma non ha importanza. Sì, sì. E a te cosa cosa è scattato? facile.

Papà chimico e fotografo nonno chimico e fotografo. Quindi già ambiente scientifico. Esatto, già ambiente un po' tecnico. Papà aveva una piccola azienda che si occupava di galvanostegia e galvanoplastica. Quindi nichelatura, doratura, cromatura, queste cose qui. Quindi corrente elettrica un po' dappertutto. A 7, 8, 9 anni giocavo con lampadine, campanelli, pile in serie, pile in parallelo. Avevi avevi già intuito che c'era una predisposizione per la parte elettrica? Prima radio che funziona ancora nelle il tuo ale, credo. No. Va bene, prima radio che funziona ancora nelle vacanze di Natale della quinta elementare, quindi avevo 10 anni. Kit della Philips. Era il famoso radio esperto della Philips. L'anno dopo l'esperto elettronico della Philips che conteneva un bellissimo manualetto di teoria dove spiegava come funzionavano i transistor, cos'era la resistenza E ti aveva affascinato subito. Assolutamente, fascino non solo affascinato, ma mi ero messo a studiare e a cercare di spiegare ai compagni di scuola le cose che stavo imparando. C'erano due ragazzi, quelli che guardavano il manuale delle giovani marmotte e chi guardava invece il manualetto della della Philips, esatto, dell'esperto elettronico.

Poi prime radio, CB eh, 13 anni giù da quelle parti, eh, 14 segnalato ai Carabinieri per attività sospetta con le radio. Ah, sì. A 16 anni, eh, corso da radioamatore, a 17 la licenza. Sì. Anzi, 17 la patente, 18 la licenza. Eh, poi radioamatore da sempre. Poi studiato elettronica, perito. Qualche anno all'università, ma non ce l'ho fatta a laurearmi. Non hai preso la laurea, però. sono laureato. Ho fatto Sono arrivato al terzo anno e poi mi sono fermato. Poi Perché tu, magari, nel frattempo già Già lavoravo, già facevo cose. Se tu non non eri capace solo di studiare, dovevi dovevi anche Dovevo fare e poi, comunque, la famiglia Altre cose. Altre cose. Eh, poi quello che hai studiato all'università, una base di matematica, sicuramente ti è servita. E poi, eh, software e microprocessori. Erano gli anni del boom dei microprocessori, per cui ho cominciato a giocare con i microprocessori a 4 e 8 bit della Rockwell. Con l'SCMP, che era un 8 bit economico della National. L'SCMP dialogava in RTTY a 110 baud. Lui costava 240.000 lire, ma richiedeva una teletype che costava 2 milioni e mezzo. Mamma mia. Allora, su uno schema di Pop Electronics si son fatti i terminali video, quindi preso vecchie televisioni Normende di famiglia, fatto diventare video del PC. praticamente. Tastiera recuperata in Olivetti, eh, scheda monitor modificata da 50 da 60 a 50 hertz per funzionare sul televisore. Primo, aperte virgolette, computer, un po' di assembler. Poi, eh, ho avuto l'occasione di lavoro dove bisognava lavorare in Z80. Sì. E nel 77-78 programmavo in assembler in 8080. della SGS? Avevo un pezzo di carta e una matita.

Ah, non avevi gli emulatori, quelli SGS? Nulla. Lavoravo con il taccuino. Col taccuino tu fai l'assembler a tre passate, perché guardavi le istruzioni. A memoria. A memoria, ormai l'avevi in memoria. però nel nella prima passata scrivevi i codici operativi. Sì. Nella seconda contavi le caselle e definivi gli indirizzi di salto. Nella terza assegnavi i jump. come fa un assembler e un linker, no? Solo che lo facevi a mano. A mano. E così ho fatto in un anno 4 K di codice. Addirittura. Che erano i controlli di una sala caldaie. Eh, con tutti gli allarmi e tutti i controlli pompe. Tutto in assembler. Poi anni 80, eh, lavoravo È proprio vero che quando non ci sono gli strumenti, uno si ingegna. Assolutamente. Adesso non lo faresti mai più, no? Con le potenzialità. Però quella volta o così o pomì. Non c'era altro. Eh. Io avevo un sistema di sviluppo che aveva un basic e aveva un un il l'editor per andare in memoria e fare pick e poke e scrivere celle in 8080. Con Commodore, praticamente, sì. Esatto. Niente di più. Eh, sì. Eh, poi negli anni 80 neanche l'assembler dentro? No. Ah, proprio No. No, no, no. Basic con pick e poke. fare un jump, scrivevo C3 e i due byte del jump. Ah, fantastico. Sì. E così era. Così [schiarire la voce] era. L'assembler era qui. La traduzione dal linguaggio simbolico al codice C3 del jump è fatta a mano. Eh, anni 80, una ditta di informatica che si chiamava prima Spin Engineering Sì. e da lì ho ripreso il nome Spin, diventata poi Spin Electronics. Spin Engineering si era fusa con la Seleco che faceva alimentatori per fare terminali portatili ed è diventata la Infos. La Infos la chiamavano la Apple italiana, perché siamo passati da cinque dipendenti nell'80 [schiarire la voce] a 230 sette anni dopo. Addirittura.

E lì ho fatto programmazione, supporto clienti, direzione tecnica di una filiale estera in Francia, ricerca e sviluppo, di tutto. Eri un riferimento praticamente. [schiarire la voce] Ero il dipendente più anziano dell'azienda e quindi diventavo riferimento tecnico un po' per tutto. è da dove poi nata questa Spin oppure non c'entra niente? niente perché quell'avventura lì è finita male all'inizio degli anni 90. Ma nel 90 nel 90 eh complice un amico che lo saluto, magari chi so chi lo sa, Salvatore Iurato, eh I W 1 I Y D, detto Heidi. E Salvo lavorava in Digital e arriva un giorno con un tabulato e mi fa "Guarda eh è girato questo in rete e magari ti interessa". Un radioamatore americano aveva chiesto eh alla rete Decknet allora eh informazioni sui ricevitori Collins 390. Eh aveva avuto molte risposte e nelle risposte gli avevano detto "Ma guarda, c'è questo che li vende, quest'altro che li tratta, quest'altro che li ripara". Lui dice "Metto assieme tutte le risposte che ho ricevuto perché possono interessare e rimando un messaggio circolare in rete". In quel messaggio c'erano gli indirizzi dei surplusari americani. In particolare Fair Radio Sales. Fair Radio Sales eh nel nell'Ohio. Eh I titolari si chiamano Sellati, il nonno era di Mantova. Eh ed erano chiuso due anni fa tra l'altro. Eh ed erano uno dei più grossi rivenditori di surplus in America. Ok. Con un amico che lavora In America hanno cose grosse, no? Sì. Sì. Noi siamo così, loro sono così. Ecco, perfetto. Poi non hanno problemi di costi, di spazio. Papà, tu sei sei andato per lavoro, per per No, no, per surplus. Hai visto, hai toccato con mano? esatto.

E e comunque cominciamo a comperare un po' di ricevitori surplus dicendo "Comperiamo un po' di roba, metà la mettiamo a posto e metà la rivendiamo". già capito che c'era un business, voglio quello sapevo che c'era business. Almeno della radio c'era. Allora porto a casa i primi 390, 392, R278 e altre cose, riparo, facciamo un mercatino a Faenza, dove c'è il mercatino scambio sotto la tettoia aperta di Faenza, qualcuno se la ricorderà e lì grande successo di pubblico e critica, vendo metà del banco, vendiamo perché eravamo in due. Bene. Buon successo. Buon successo. Ma cosa fai con la seconda metà del banco? Per poterla vendere devi ricomprare roba e a quel punto Per fare un altro banco. esatto, quindi altro ordine dall'America, altra importazione del materiale e allora sei dentro. A Faenza trovo un losco figuro che si chiama Luciano di nome, Paramitiotti di cognome. Dove l'ho sentito? Ecco. E Luciano mi fa "Ciao Luciano". Luciano mi fa "Ma vedo che te la cavi, ma perché anziché la radio non vendi strumenti?". Dico "Sì, bravo te, dove li vado a prendere gli strumenti?". avevi non avevi ancora pensato a questa cosa. E lui mi fa "Ah, io sono in società con due amici e andiamo a comprarli in Inghilterra". Dico "Ah, bravo". Due mesi dopo Luciano mi telefona e mi fa "Volevo andare in Inghilterra a prendere roba. Gli amici si sono dileguati, vieni con me?". E Luciano è colpa tua. È colpa di Luciano. Ecco. È colpa tua. Lì è stato l'inizio. L'inizio, siamo andati in Inghilterra a cominciare a comprare materiale. Siamo andati a dei anche lì l'Inghilterra era o è un un mercato per Allora era una cosa per noi inimmaginabile, perché eh innanzitutto eh sia il governo, sia le aziende private, anziché rottamare surplus, lo vendono, ancora oggi. Ah, quindi trovavi dell'Italia.

Esatto. Ehm quindi eh grosse aziende Grandi partite dello Stato. enti militari, centri di taratura militari, roba NATO, di tutto eh Postman, forse la base della Navy, eh vendevano lotti di roba. Molto bene. Con Luciano andiamo su, cominciamo a comprare roba. E dov'è questo era? Ah, guarda, il grosso è intorno a Londra e poi c'era un surplusario che ha chiuso anche lui un po' di anni fa che si chiamava Ferredio su nello Yorkshire che richiederebbe una trasmissione a parte per parlarne. o col furgone? Furgone. Col furgone caricavate e portavate giù. E in dogana? Tutto dichiarato. Passavi dogana. Acquisto. Acquisto, fatture, pagavi l'IVA. Eh quindi era tutto tranquillo. Eh quindi si partiva al mattino di qua alle 6:30-7:00, alla sera alle 7:00 sei già a Calais. Alle 9:00 hai traghettato, alle 11:00 sei a dormire su London Orbital. Al mattino dopo sveglia alle 7:00, alle mezzogiorno sei in punto allo Yorkshire, cominci a vedere il materiale nel pomeriggio, vai a dormire intanto col taccuino, ci pensi su, ti fai i conti. Ma no. Il mattino dopo eh torni da Ferredio, lui conosce perfettamente il pollo, io e il business suo eh mi carica di materiale e mi carica di materiali in modo tale da impedirti di caricare roba da altri. Ah. Tu dovevi andare via col furgone carico tappo a palla, perfetto. Andavi da lui, punto. Andavi da lui, punto. Poi ogni tanto visitavamo anche altri, eh andavi da Stewart of Reading, andavi da da Cook sulla manica, li visitavi un po' tutti.

anni erano questi? Eh, tutti gli anni 90, è andata avanti, è andata avanti fino al 98-99. E ed ed erano dei viaggi sì, non erano indifferenti, cioè veramente andavano via 3-4 giorni, ti ti ra tra andare e tornare. Quattro, quattro, tre tre e mezzo più o meno, no? E poi ci voleva una settimana per per scaricare. per recuperare. [risate] Comunque morale della favola, nel 92 ho cominciato a fare questo praticamente per lavoro, perché l'altro lavoro sull'informatica non funzionava più. Nel 93 ho preso la partita IVA e quindi siamo nel 33º anno di attività. Ok, e quindi hai aperto qua poi dopo? No, ho aperto nel garage di casa. Ok. Perché per fortuna avevo casa qui di fianco, avevamo un garage libero e quindi in 40 m² di garage più la tavernetta, il primo anno abbiamo lavorato lì. Poi ho trovato un secondo laboratorio eh a qualche chilometro da qui, dove siamo rimasti 6-7 anni e poi siamo venuti in questa sede. Ecco, io eh dopo se vuoi anche adesso magari possiamo fare un giro veloce, magari guardiamo dove hai il il magazzino. Mi hai detto che qua forse più di tanto non vorresti riprendere, magari ve veloce perché ci sono al momento non c'è granché, però a volte ho roba di clienti e allora per riservatezza magari uno non mette Faccio magari una ripresa veloce, giusto per capire la l'ampiezza del laboratorio. Poi allora andiamo di là dove c'ha il suo magazzino [risate] dei dei cadaveri, non tutti. Ad esempio, guarda, lì c'è una macchina di un di un di un amico del gruppo, guarda, se prendi Allora, aspetta. Vai. Ah, eccoci. Questo è è il nostro angolino delle tarature.

Eh per Allora, vi vi faccio vedere perché sennò uno non non ci crede. Eh eh Io non riesco neanche a riprendere tutto. No, ci vuole un grandangolo, più grandangolo. E in un colpo solo, esatto. Eh, e qui e va bene. Quindi usate l'immaginazione. Eh, e qua se vediamo ti faccio vedere questa, dai, che questa qua questa vale la pena. Eh, questa Questa è la nonna. Eh, triodo trasmittente Marconi è una CIAT 17 anni 35-40 più o meno, usata nel trasmettitore RAI di Sizziano 900 kW eh fino agli anni Spieghi cosa sono quei tubi lì? Eh, allora, la valvola la valvola è qua. La parte attiva del triodo è qua. Il bussolotto che è l'anodo è raffreddato per ebollizione. Infatti le bolle le bolle di vapore che si staccano vanno a corrodere il metallo, letteralmente. Eh, quindi l'acqua gira, vapore sale, condensa e gira senza pompe e questo fa sì che c'è un pezzo in meno che si rompe che è la pompa. Il filamento è in tungsteno non toriato. Se riesci a inquadrare l'etichetta Ah, dov'è? Sì, perché anche pesano tra l'altro. Sì, tra l'altro, aspetta. L'etichetta è qua. Allora Questa è la tensione del filamento. Ecco qua. E la corrente è 500 A. Pazzesco. Allora, ci sono 17 kW di filamento. Con 17 kW di lampadina il calore generato dalla lampada è talmente grande che spaccherebbe i vetri. Allora, eh questa è aria forzata, aria forzata, questa è la griglia, aria forzata, questo è il catodo filamento acqua più aria forzata e qui sopra viene con qui sopra ci sono due morsetti dove arrivi col multimetro per misurare senza alta tensione la tensione del filamento. Pazzesco. E regoli 33 volte e mezzo. Pazzesco. Questo cappello mi dicono che serviva a riflettere in basso all'infrarosso generato dal filamento per non cuocere i circuiti di catodo. Pensa tu.

Questa è Jack Marconi. E la chiamiamo la vecchia signora, ovviamente. anche il piedistallo? Era il suo ori Il suo originale così? Sì. Quindi stava così proprio? Stava così quando per trasporto. tutto Sì, ok. aveva il suo boiler con una condizion chiude per il vapore. Certo. Il boiler è a + 10 kV, il catodo era a - 1500, la griglia lavorava a massa. costava una valvola così? Eh, qua decina di milioni di quegli anni lì, almeno. Di quegli di quegli anni lì, però. E dura 3000 ore poi, eh. Cambi due all'anno, eh. Madonna. tre all'anno. Veramente? Il servizio era quello. Pazzesco. E questo non è il solo unico elemento grosso che hai qua, ne hai ancora. Ho due triodi da 500 kW se volete. Un un giro veloce. Vai, vai, fai strada, fai strada. Poi un angolino per la stampa 3D. Questa è la tua cabina riferimento, no? Sì, più o meno qua i primari. La 3458 calibratore, un multimetro Fluke di scorta, un carico elettronico, l'amplificatore transconduttanza, resistori campione, resistori campione, il generatore tuttofare Rohde & Schwarz, power meter. Però la cosa più tecnologi è questo tele telefono portatile. che è A e G. Comprato da come surplus a €5. [sbuffare] Ok. E E adesso mi giro un attimo giusto per farvi che se no non si capisce quanto è grande qua. Eh. È veramente enorme. Mi gira la testa, no? Un angolo di officina. Mi sono regalato qualch anno fa un tornietto che lo usiamo spesso e volentieri, serve anche lui. tornietto. È di precisione questo. È comodo. È un tornio d'aggius niente di speciale, però lavoretti, pezzi che ti servono. L'altro giorno serviva un distanziale di ottone e ti metti lì e lo fai, no?

Quindi. Per cui anche quello e e poi c'è il magazzino. Andiamo in magazzino. Allora. Eh, fai una pausa che accendo le luci. Fai fai la Adesso Marco è partito e va giù e va giù e va giù e va giù fino in fondo, io lo seguo. Eh, questo è il magazzino. Eccolo qua. Eh, c'è un zio di reattore che dà fastidio purtroppo. Ma questi sono tutti manuali, la manualistica cartacea. parte, non è tutto qua. Qui manca tutto H P che è sopra. Fantastico. E tra carta e file ne ho oltre 60.000. Mamma mia, pazzesco. E qui ci sono ovviamene Poi il magazzino non pensate che sia tutta roba pronta da vendere perché dopo È è difficile anche da da raccontare anche con il video perché è talmente tanta roba che non è Eh, il punto è che dopo 30 e passa anni di attività qui ci sono parti. che io passo passo Ci sono essenzialmente parti, no? Quindi strumenti che sono stati presi nei lotti oppure scambiati al cliente o usati per ricambistica e quindi sembra che ci sia un casino terribile. Eh perché c'è evidentemente un po' di tutto. Questo è un frequenzimetro Questo non l'ho mai fotografato per il gruppo. Questo è un frequenzimetro ad abbattimento della Rohde & Schwarz di fine anni 40. Quindi uno dei primi strumenti che hanno fatto. qualcosa di meraviglioso come meccanica. Eh, I W I P. Bello. Tra l'altro ancora in condizioni Molto buono, molto bello. Devo niente, voglio fotografarlo e poi ci farò un articolo un giorno. Questo probabilmente è progettato da da da da papà di Louis Leclerc, esatto. Esatto. Oscilloscopi Oscilloscopi Tektronix Che non ma è pieno di Sì, di Ma Rohde & Schwarz HP, cioè c'è di tutto qua, veramente.

Ma ripeto, qui vedete non è la roba che vendiamo questa, questa è essenzialmente avanzi di lotti, è roba che pian piano o serve per ricambistica oppure la vendo agli hobbisti e insomma Eh se ci sarebbe un pezzo di ricambio e non lo producono più, qua qua lo trovi. esatto. Qua lo trovi, ecco perché Marco, oltre oltre avere la capacità di sapere dove mettere le mani, ha anche il pezzo e quindi queste due cose insieme quando fa assistenza a una a una ditta esterna e fa la differenza. Per forza. Penso che Ok. Questa è un'altra corsia. Vediamo qua. eh allora c'è circa un chilometro di scaffali. Non so, circa un chilometro di scaffali. Ah già hai già calcolato, pensa tu. Sì. Adesso raccontarvi che cosa che cosa c'è, cosa non c'è, cioè è difficile. Diventa Ci vorrebbero 10 puntate solo per È successo un po' come quando sono andato da da Filippo e da Giorgio, chiaro qui la quantità è al momento superiore, però dopo 5 minuti vai in saturazione. però Se vuoi A dirvi summa cos'è summa Sperimentale, perché questa era un campione di di ricerca e sviluppo. Ah ecco. [risate] Questa qua. Questa qua. Pensa tu. Arriva dall'R&D Olivetti. Pensa tu. Era qua roba Tektronix, valigette Sì. Chi più ne ha più ne metta, cassetti. Eh qua è qua è più che altro rumenta. Sì. Rumenteria a microonde. Microonde, c'è di tutto, qua sotto Cose cose è un tangenti altimetro. un misuratore di tangenti delta della Rohde & Schwarz, addirittura. Sì. Anche questo qua è uno dei dei primi strumenti. cimelio. Puro cimelio. Veramente. Cose. Chissà in questa carrellata quante cose che che meriterebbero solo loro di di di di dare un'occhiata e che mi sto che mi sto perdendo, ma è normale. Normale. Guarda qua. E lì è la roba più più digerita già. Sì, allora. Questo è l'angolo del materiale già più digerito. Ok.

E anche qui. Sì. Sì, impossibile r- raccontare tutto perché Sì. Ah. Ma ad esempio questo sotto, questo è il nonno Uh. Questo è il nonno dei Rohde & Schwarz che si è incastrato. No, no, no. No? No, no, analizzatore di reti vettoriale con la carta di Smith. Oh, col diagramma di Smith. Esatto. Col diagramma di Smith stampato, col foglio. Deve essere montato lì e ruota. primo VNA della Rohde & Schwarz questo? È quello con cui la Rohde & Schwarz ha introdotto la il VNA con la carta di Smith, lo ZDU. Pensa tu. Lo ZDU questo. Macchina Era era una di una chiccheria Sì, incredibile. Pazzesco. Sì, qua c'è Qua ci sono pezzi di tutto [schiarire la voce] che non si non si riesce non si riesce a Poi ho già fatto fuori tanta roba, ma c'era delle cose veramente incredibili, avevo preso un lotto dove c'erano che so io dei target infrarossi per la taratura delle teste dei missili a ricerca termica. Addirittura. Vabbè, e d'altronde anche quelli sono lotti da dismettere. anche quelli. Queste qua sono sorelle di quelle che sono Sorelle di quella là, sono le sorelle brutte di quella là, sì. E Eh, giusto. Qua abbiamo cassoni di Ehi, questa è una cassa di un amplificatore che deve tornare al cliente. Ah, ecco. E qua abbiamo giusto un po' di oscilloscopi Philips, qualcuno. Un un po' di HP. LeCroy ancora, eh, Tektronix, così, insomma, giusto per gradire. Certo, ma c'è ancora altro, eh. Vuoi che facciamo un salto nel nel tuo museo personale? Volentieri. Qua è un altro po' di manualistica. Eh, sì. Anatra, dice, solo Hewlett-Packard. Eh, solo HP qua. Sì. No, no, non ti riprendo, sai? [risate] Eh, so solo appena di striscio un attimo, per sbaglio. vuole le royalties, eh. No, scherzo.

No, perché qua è pieno di ragazzi giovani che lavorano. Beh, bello anche, no? Cioè, trasmetti qualcosa. Eh, si prova. Si prova, si prova. Eh, e poi aspetta, vieni ancora qui. Qua c'è c'è dell'altro. Eh, qui ci sono le le altre passioni. Eh, perché a parte tra l'altro eh, Marco è divulgatore scientifico. Cioè, fai conferenze, io sono venuto anche ad ascoltarti in giro per l'Italia ed è appassionato di di astronomia o di fotografia anche. Esatto. Eh, astronomica. E qua è tua questa foto della luna? del 2017. Bellissimo. Mh. Eh. Stampata su carta fotografica. Bellissima gigantografia che chiaramente a video si si intuisce. dal dal dal vivo è bella. Io non so come fai a trovare il tempo perché, cioè, Andiamo avanti. Le cose di cui sono orgoglioso sono queste. Allora, questo è stato è un diploma avuto dall'Università della Texas A&M. Wow. Spiego rapidamente. Missione Shuttle STS-127. Eh, due nanosatelliti che vengono lanciati assieme, due CubeSat, ma i due rimangono incollati assieme. Cosa vuol dire? Ogni CubeSat è messo in un tubo si apre uno sportello, una molla li spara fuori. Sulla parte posteriore di ogni satellite c'è un interruttore che si chiama kill switch che tiene satellite spento finché è nel tubo. Come si libera, il satellite si accende. Il problema è che le plastiche nel vuoto si comportano in maniera a volte imprevedibile e i due sono rimasti incollati assieme. Quindi il primo, quello più esterno, non si è acceso perché non si è separato il kill switch. Il secondo si è acceso, ma le antenne sono qui in mezzo. Ah, ecco, eh sì. Quindi non ha fatto, non ha aperto le antenne. Quindi nessuno dei due è diventato operativo, sì. L'altro era operativo, ma segnalava bassissimo. Allora, diverse stazioni di radioamatori nel mondo han cercato di ascoltarli e non sono poi tante per cui c'è dietro il diploma dove io sono questo e queste sono le 20 stazioni che nel mondo hanno ricevuto IK1 Odo Esatto, per cui tra l'altro è è chiodo, chiodo Chiodo per gli amici. Queste sono le stazioni che nel mondo hanno mandato rapporti di ascolto di quel segnale lì e come ringraziamento la Texas A&M ci ha mandato questo bellissimo quadretto con la patch di missione del 127 e la bandierina del Texas, la prima stella americana. E questi due hanno volato sullo shuttle.

Sei orgoglioso, eh? Eh beh, insomma, fa piacere. Quello sopra è una cosa molto più semplice, però è una cosa, diciamo, analoga. Abbiamo fatto del lavoro con la con l'ESA sempre su missioni di recupero. Sì, sì, sì. Vedi che c'è il riflesso della finestra. finestra che frega. OPS, SALT Mission Manager Sì, era un altro satellitino Ah, proprio vedi, è proprio a nome tuo, o Bruno. sì, sì, sì, sì. Quindi LESA? Sì, sì. Con LESA abbiamo anche dei lavori ogni tanto, ho fatto dei Quindi ti conoscono anche a LESA ti conoscono? Sì, sì, specialmente ad Amsa. [risate] Specialmente ad Amsa. Bene, andiamo a guardare il museo allora. Andiamo nel museo. Wow, eh. Adesso vediamo se riesco Eh, devi andare indietro. Ah. Eh, qua ci sono cose che voi umani non avete, ma qua ci sono pezzi veramente rari. Ma anche dietro di te. Eh, ci ci ci vuoi descrivere con due tre pezzi Allora, è molto semplice, qua c'è la storia dell'elettronica dagli anni 20 a oggi. Chiaramente se uno dovesse gestire veramente questo come museo dovrebbe farlo di lavoro, perché per ogni pezzo io vi potrei raccontare Ascoltami, mi mi dici di questo perché io non si capisce la dimensione, guardate questa è la mia mano. Ok, aspetta, lo tengo io, guarda, fa così. Anzi, tienilo tu. Ecco, guarda. Ecco, questo rende l'idea. Questa è la mano, giusto per per capire. Eh. Allora, quell'amperometro lì di cui c'è anche un un post fatto sul gruppo è bello perché il mio libro di elettrotecnica che era questo qua, Olivieri Ravelli Ma questo è l'Olivieri Ravelli, è un per gli elettrotecnici, è la è la Bibbia degli elettrotecnici. Diceva che non vengono prodotti strumenti elettrodinamici in classe inferiore alla 0.2. Invece questo Sangamo Weston che era un primary standard di cui ho il certificato di taratura dice che la misura may be relied upon to within 1/10 of 1%. Eccolo qua. Quindi è un per mille. 0.1 del per cento, quindi una parte su mille.

E lo strumento ha la cosiddetta scala ticonica, ovvero per poter leggere un millesimo di divisione su 90° la scala ha cinque righe con una interpolazione triangolare che permette di andare a risolvere a occhio, giocando sullo specchio dell'indice, una parte per mille. Pazzesco. In più lo abbiamo tarato ed è specifica Bellissimo. [sbuffare] E poi vabbè Sì, già di per sé questo è uno strumento che no che non capita di Questo è degli anni? Eh 60. 60? 60 o 61 E il testo dicevi che è del 61? 66 in testa. Ah, ecco. erano aggiornati, non si erano aggiornati. Ecco, quindi esistevano. Esatto. Eh [risate] un qualcos'altro che tra le tante cose tante cose beh, tra le tante cose te la racconto una velocissima. Eh c'è un magnifico libro che si chiama L'invenzione che ha cambiato il mondo, The Invention that Changed the World, Sì. che sostiene questa tesi. È uno storico, un certo si chiama Robert Buderi, che dice che se lui se uno va a studiare l'evoluzione dell'elettronica nel secondo dopoguerra e da storico va a cercare i punti topici, i punti chiave di questa evoluzione, eh si arriva, volendo o nolendo, a un punto che è l'invenzione del magnetron. Il magnetron è stato inventato in Inghilterra a fine anni 30. Sì. Ehm gli americani avevano grossi problemi a fare valvole radar, per cui le valvole radar erano fatte, ad esempio, come questa. Le scatole Le scatolette magiche di una magiche, no? Però tanto per dire. Allora, questo è un triodo detto flying saucer, disco volante, eccola qui. è questa? È un triodo di potenza per microonde a qualche 100 mega che tira fuori qualche decina di watt pulsati e dura 20 ore di funzionamento perché tirata 20 ore.

Ogni giorno cambi il tubo. Morale della favola, erano limitati come affidabilità ed erano limitati come potenza. Poi nel 39, quando l'Inghilterra era già ampiamente in guerra coi tedeschi, gli americani non ci volevano entrare fino a Pearl Harbor, fino al dicembre del 41, ci fu una missione di scambio tecnologico. In questa missione i tedeschi, pardon, gli inglesi portarono in America alcuni oggetti tecnologici per lo scambio con gli americani per lo sforzo bellico. L'oggetto più importante che portarono è questa cosa qui che è Eccolo qua. Questo è il core. Questo è un magnetron Questo aveva anche anni. 39. 1939. Questo è un magnetron di cui non c'è il magnete che ha rivoluzionato completamente la tecnologia radar. Ops! Questo è già un radar del 43. Questo è del 40. Mamma mia. E questo è del 43. Notare l'imballo originale. Questo arriva dal bidone dell'immondizia degli arsenali della Spezia. Ed è un magnetron da 10 kW fatto Perché non vado a fare male a anni. Pazzesco. difficile leggere, ma 3 settembre 1943. Pazzesco. Ancora nell'imballo originale. Mancava il magnete. nel periodo soprattutto nell'ultima parte della Seconda Guerra Mondiale c'era uno scambio tra inglesi e americani scienziati, tipo Shannon e Turing, tutta questa gente qua si e Turing andava in America e si trovavano insieme e si scambiavano le le informa- le informazioni, no? Allora, siccome sono sempre stato affascinato della storia del radar, negli anni ho collezionato eh pezzi di radar e cose, ma ve ne faccio vedere una perché la storiella è divertente.

Allora, mercatino di Weinheim, sotto la pioggia, Weinheim piove sempre. Weinheim è un posticino in mezzo alla campagna eh vicino a Mannheim. il mercatino e nella nella attorno a una scuola elementare, c'è un giardino e lì ci si trova e si fa il mercatino. In un giorno di pioggia a Weinheim, passavo per le bancarelle, c'era un russo che vendeva roba e il russo sul banco aveva questa specie di sottopentola. Io gli faccio "Posso vederlo?" Gli fa "Ja ja bitte". già capito cos'era? No, no, però avevo un dubbio. L'ho tirato su, lo guardo e dico "Caspita, allora la verniciatura è Aquadag, l'Aquadag è una è grafite che si scioglie nell'acqua. conduttivo. È quella dei tubi dei cinescopi, sono verniciati con la stessa roba. Eh Il poligono è irregolare, ma ha un asse di simmetria, perché se uno lo guarda in questo modo qui Sì. questo è l'asse di simmetria e i vari spigoli sono simmetrici. In più due spigoli sono metallizzati. Ah, ok. Sono degli elettrodi di qualcosa. Sono elettrodi. Allora, questo è un trasduttore a ultrasuoni e questo oggetto propaga all'interno un'onda ultrasonica di volume, non di superficie. Questa è una linea di ritardo ultrasonica a onde di volume. Alché gli faccio "Ma quanto vuoi?" Fa Adesso spiega bene, cioè Te lo faccio vedere. Sì. Allora, eh Eh, faccio "Quanto vuoi?" Fa "20 marchi". E gli faccio "Ma è una di lei lei?" Fa "Ja ja". Di lei lei? 10 marchi. Ok, per 10 marchi lo compro. Allora il punto è questo. Se tu vuoi Sì. vedere con un radar un oggetto che si muove cosa fai? Punti il radar verso le montagne e vedi l'eco delle montagne. Se voglio vedere l'aereo che sta muovendo contro le montagne, devo fare un eco. Lo memorizzo, ne faccio un secondo, lo sottraggo, la differenza dei due è quello che si è mosso. Chiaro. Si chiama MTI, Moving Target Indicator, ma deve avere una memoria di un millesimo di secondo dell'impulso radar prima.

Quella è la memoria. Quella è la memoria, praticamente. Ma non funziona come quella Olivetti che c'era la È simile, ma dentro c'è una No. C'è solo un eco dentro il materiale. Eccolo qua. Un eco sonoro? Sì. Eccolo qua. Ma dai! Eccolo qua. Praticamente faceva una linea di ritardo con eco sonoro. Cioè una nota sparata che viaggia per un millesimo di secondo ed esce. Pazzesco. Stesso principio. entra da una parte esce dall'altra? un millisecondo. Dopo 37 rimbalzi. Per quello che c'è la forma poliedrica, fatta in quel modo perché deve avere i rimbalzi. è per ammazzare le riflessioni spurie. È giusto per capire che cosa cioè trovi. Mio figlio, quando gli farò sentire questa cosa qua Sviene. Sì, sì, perché lui diventa matto di di Invece la memoria Olivetti è questa qua. Allora Olivetti. Olivetti. P101, detta anche la Perottina. Allora questa è la memoria magnetostrittiva Olivetti. Ecco, questo è un pezzo ormai Sai che ha rifatto questi? Ah, bene. Sai in in Cina che ti stampano anche 3D e devi avere una buona stampante per farli. è finita. Si è fatto stampare i supportini e li ha rifatti. Per il solo per il piacere di di di averla. Esatto. Questa è la memoria 2 kbit, misurati. L'ho fatta funzionare. Ah, sì? L'ho alimentata, ho messo l'eco generatore di funzioni, impulsi dentro, impulsi fuori e circa 20 di mandi dentro? Una quadra. A che frequenza kHz. 500 kHz che livello? li dai? Oh, mi pare 0-10 V, volevo dire. Ah, sì, anche robusta, insomma. Sì, robusta. La logica è 12 V. Che impedenza? Sì. È di È di bocca buona, perché tu piloti un'onda acustica. Perché Perché tu piloti un trasduttore al sul filo e poi dall'altra parte c'è l'amplificatore, quindi anche il livello di segnale comunque viene compensato dall'amplificatore che sta dietro. Quindi basta che lo Schmitt trigger dell'amplificatore comodi.

E sempre parlando di Olivetti, questi qui erano i micromoduli Olivetti con cui erano fatte le calcolatrici e i computer della famiglia della P101. Ma dai. Eh, non c'erano i circuiti integrati, questi sono nati prima dei circuiti integrati. Ma pensa. E questi me li ha regalati l'amico Gianni Banfo, buonanima, Italia 1 BNH, che lavorava in Olivetti. E noi, ragazzini, andavamo a comprare alla Baloon questa roba per recuperare i transistor. Pensa tu. Questo qua lo facevano a fine anni 50, primi 60. Primi anni 60. Pazzesco. Perché gli integrati Eravamo Eravamo ben avanti. Gli integrati sono nati a fine anni 60, bene o male, il TTL di quegli anni lì. Bisognava inventarsi tutto. Esatto. Poi sono nate le memorie quelle a ferromagnetica, quelle poi TTL era costosissimo ancora. Questi Questi erano fatti in casa. Che adesso adesso è è facile pensare TTL, una porta TTL e via. Invece una volta, cioè C'è una storia dietro. Infatti qualche volta vengono dei ragazzini e allora parliamo di memorie e gli dico "Aspetta che devo trovare il pezzo". Perché ogni volta lo perdo. Aspetta, eh. Pausa. Dove l'ho messo? Eccolo qua. Era in vista. Allora qualche volta vengono dei ragazzi e dico "Allora, eh, memorie, eh. Quante memorie ha il tuo telefono?" Eh, 13 GB, 16 GB, 32 GB, 64 GB. GB cosa? Byte. Eh, un byte è fatto di 8 bit. Ecco, perfetto. Un bit. Cioè, un byte questo. Un bit questo? Questo è un bit. Un flip-flop. E come faceva a memorizzarla? Cliccava un condensatore? È un flip-flop. O così o cosà. Ah, ok. O di qua o di là. Sì, sì. Memoria a un bit. tipo D. È un flip-flop tipo D. [risate] Cioè, e chiaramente non c'era, bisognava farselo. Esatto. Sempre Olivetti. Questo credo che fosse di un pulsante e lui tac, memorizzava che avevi premuto il pulsante.

La logica era fatta così. [risate] E noi ri- ridiamo adesso, ma cioè poi memorie memorie Fa sorridere, ma non è non è uno scherno, cioè No, no, per carità. Memoria a nuclei magnetici. Oh, e questa già qualche anno dopo. Queste sono Ci sono 128.000 nuclei. Mamma mia. Come funziona questa? Ehm Memorizzi un campo magnetico per isteresi in un toroide. Ah. Quindi gli dai un impulso di corrente, lui si magnetizza, in un certo senso. Per leggerlo gli dai un impulso di corrente inverso Sì. e lui si smagnetizza. Ah, ok. Se era magnetizzato, genera un impulso di tensione su un filo che è l'inversione del campo. Se non era magnetizzato, non c'è l'impulso di tensione. Risultato, tu puoi fare una memoria con dei nuclei magnetici. Che però per essere letta va distrutta. Quindi ogni volta che leggi un un byte, poi lo devi riscrivere, perché è andato perso. Pazzesco. Però funzionava e con questa Questo qua sono già più recenti perché ci sono i TTL. il TTL. Sei a fine anni 70 o inizio anni 70. Questa è di un PDP 11, era dell'Enel qua di Torino. E con questo che 16 Andiamo dal dal Non non si riesce a capire la data. 8K per 16. Non la data la legge dagli integrati. Comunque 8 kg Word a 16 bit. Con 8 kg Word l'Enel fatturava con questo. Mannaggia te. Quindi qui giravano il programma di fatturazione e i dati dei clienti. Pensa tu. integrati sono del 73. Pazzesco. 73.

Poi sempre andando avanti con la microinformatica o queste Allora Ehilà. [risate] Qui questa allora questa è una scheda della Oxel di Torino, una scheda di commutazione telefonica. Commutazione telefonica in PCM. Veramente una cosa Un tutto oro quello che luccica e il TDM forse, no? No no, non so se era un TDM. Sì, probabilmente sì. Probabilmente era forse. E comunque era una scheda sperimentale della Oxel. E questa qua, mentre questa Però che che capacità che avevano di lavorare sul sugli strati delle piste perché cioè più integrato di così non si può. 384 MB di un supercomputer Cray. E questa è ECL. 1,6 ns di tempo di ciclo. Pazzesco. Questa è l'alimentazione. Probabilmente 200 A. Sì, pensa che pensa quanta corrente che consumava. non basta. La scheda è double SAS. Uhi. E questo e questo è il freon per il raffreddamento. Pensa tu. Dentro è cava e c'è il raffreddamento a freon. Pensa tu. Cose da pazzi. Poi sempre incroci Non ti cadono lì così? No, dovrebbero stare. Sempre incroci fra strumenti e informatica, questo è il primo microprocessore che è l'Intel 4004. I 4004 sono questi due chip. Ah, ok. Quindi il primo processore è questo? 4 bit. Eccolo qua. Intel 4004. Cavolo. Questo è è dentro il 7L18 Tektronix. Se avete un 7L18, vale di più questa schedina che quel catorcio di 7L18. Cavolaccio. Qualche anno dopo Quindi è stata la prima integrazione con microprocessore, praticamente. Pochi anni dopo, sempre Tektronix, il 4040, il successore del 4004. Poi si vede che siamo già un'altra tecnologia. gli anni son poi quelli, perché tanto per capirci, questo qui è del 76 ma questo qui è del 77 poi, eh. Ah, quindi non non tantissimo dopo. Beh, ma in quegli anni lì poi la sì. Era il 4004.

in maniera incredibile. Eh. Veramente. E questa è la storia. Bene. Questo qua è sempre il muro. [risate] Il il muro ci sono anche qua tante cose che sarebbe da strumenti che ho visto prima con Marco. Anche qua ci vorrebbe una giornata solo per raccontarli, perché sono veramente Questi sono proprio cimeli, veramente. Sì, sì. Sì, poi hai dei dei pezzi veramente incredibili. piacciono di più dell'elettronico sono queste. Amplificatori operazionali, quelli a valvole, sì. Non li ho mai visti, li ho visti solo in foto. Il nonno dell'op amp. Questo è il nonno dell'op E diciamo un po' il canto del cigno questo è stato. Sì, della valvola, sì. Eccolo qui, l'amplificatore operazionale a valvole. Tu li hai mai usati? No. Neanche per per divertimento? No, non ho mai provato. Chissà che Vuole un +300, -150, tensioni dappertutto. Sì, sì. Comunque era era è laborioso metterli in funzione. Storielle anche su questo, si dice che non fosse copiabile. Per un motivo molto semplice, perché le insomma non c'è niente, son quattro resistenze dentro. Quindi è facile smontarlo e copiarlo. Le valvole sono standard anche se sono marcate eh col nome del costruttore, però il codice X7, insomma non c'è niente di di sconvolgente. Ma la la leggenda dice che se tu lo copi così pedissequamente, lo monti, lui autooscilla. Ah, sì? Sì. E l'originale non autooscilla perché sfrutta le capacità del cablaggio per neutralizzare il triodo. Autoannullarsi? Sì. Pazzesco. Pensa tu. E i trucchi per non farsi copiare le cose son sempre esistiti. Quando l'hanno progettato, probabilmente pensavano di aver fatto una figata e però subito dopo benissimo.

Perché non sono durate tanto, cioè Ma no, eh adesso non li ho qui della Philbrick, avevo il successore di questa a stato solido, perché poi li ho li ho avuti, adesso poi ho fatto un po' di pulizia anni fa, non ce l'ho più qui, ma avevo anche la versione a stato solido. Questo non funziona, sì. [risate] Credo che si accenda, toh. È è bellissimo. è vivo, è vivo. È bellissimo. È vivo, è vivo. È di una simpatia incredibile, tra l'altro funziona. Sì, sì. Eh, la batteria è andata, insomma, povera bestia. [risate] Eh, questo è un Aero 88, altro ricevitore straordinario. Bello. Questo tanto funzionava fino a qualche settimana fa, è andato in corto un condensatore di griglia schermo, devo smontarlo smontarlo, ma pesa 40 kg. Dalla RCA. Sì. E al momento non non parla. Ha qualche problema? No, no. No, no, ma è morto, è morto. Non riceve. Ok. C'ha un condensatore in corto da qualche parte. Devo smontarlo, acciaccare che di capire qual è la griglia schermo che è partita. Senti? Senti Marco, allora, perché sennò poi il video diventa lunghissimo e E messo dentro tanta roba, veramente tanta roba. Io ti ringrazio Grazie a te. per la tua disponibilità. Grazie Walter. E penso che grazie a te perché insomma abbiamo visto tante cose che non non è facile vederle tutte insieme e soprattutto raccontate da te con i pezzi soprattutto che abbiamo visto qua e sono pezzi veramente da collezione quindi li abbiamo visti e se hai anche raccontato che cosa sono Sì, è che alle volte andare nei mercatini e se uno ha l'occhio giusto trova dei pezzi incredibili. Il me è vedere quando viene qualche cliente, magari da qualche cliente un po' importante o cose del genere, li porti qua e magari parli di lavoro e vedi che girano la testa verso il museo e dici "Ma quello lì che cos'è?" Dico "Aspetta, finiamo di parlare di business e poi ti spiego che cos'è". [risate] Grazie. Bene. Allora grazie Marco della tua disponibilità. Abbiamo visto tante cose solo una parte di quello che c'è qua da Marco Sì, il 500 perché non avete visto le telescriventi, non avete visto le radio, Gli avevo gli avevo chiesto "Mettimi un RTTY in funzione". Ma magari una prossima volta lo facciamo perché è affascinante vedere quando quando stampa. E quindi grazie e ci sentiamo alla prossima video esperienza. Ciao.